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Dal 4 maggio al 4 giugno : tutti i giorni dalle 12.00 alle 19.00 -
ingresso libero - chiusura lunedì
Il futuro prossimo, il futuro inventato, sognato o terrorizzante ovvero il mondo della fantascienza con un occhio anche al passato, visto e raccontato dalle giovani generazioni di artisti italiani e da alcuni dei grandi protagonisti dell'arte contemporanea che sui miti del futuro lavorano da anni.
TRAPASSATO FUTURO racconta il futuro attraverso immagini di pittura, sculture, video e installazioni, ma c'è anche il futuro raccontato con gli oggetti, il design fantascentifico e la moda improbabile, il tutto raccontato anche attraverso la letteratura di una fantascenza che è ormai trapassato remoto.
L'arte ha, ovviamente, un ruolo da protagonista, senza però mai che venga meno quel senso di orizzontalità che contraddistingue la cultura di questo scorcio di millennio, dove arte "alta" e "bassa" si sovrappongono in continuazione, e dove la distinzione tra fiction e realtà, tra cronaca e spettacolo, tra kitsch popolare e cultura pop tendono fatalmente a fondersi e a mescolarsi.
La mostra parte da un'idea in forte controtendenza rispetto alla politica dell'arte "tecnologicamente corretta" che si sta imponendo ormai dovunque nel mondo, per cui il futuro viene identificato automaticamente con il gioco - non sempre ricco di contenuti - della tecnologia, sia che si tratti di Internet, di arte digitale o dell'uso ossessivo e non di rado banalizzante del video.
In questa mostra si cerca invece di indagare l'idea di un futuro "altro", diverso, che - pur riallacciandosi ai miti della fantascienza tradizionale - si carica di un significato alternativo alla futurologia commerciale imperante nel mondo occidentale, ricollegandosi ai miti del passato, anche (e soprattutto) di quello più arcaico. Molti artisti, infatti, da qualche tempo hanno cominciato a nutrire la propria arte con miti e riti fortemente arcaici, primitivi, senza però perdere il legame con la contemporaneità e con la (pre)visione del nostro futuro. Attraverso un rimescolamento di carte, questi artisti riescono a parlare del futuro proprio rivisitando, in chiave fortemente innovativa, mitologie e archetipi del nostro più lontano passato, rovesciando così la concezione di un tempo lineare, di stampo ancora positivista, e proponendo invece l'utopia di un tempo sospeso, in cui passato e futuro possono (dis)armonicamente convivere.
Ecco allora mostri sospesi tra primitivismo e fantascienza, paesaggi che paiono indifferentemente deserti nucleari o antiche pianure preumane, uomini a metà strada tra la biomacchina e la bestia primitiva.
Le opere in mostra sono in prevalanza pitture e sculture ma anche feticci alieni, gadget fantastici, bizzarri mobili di una casa del domani e abiti e accessori che speriamo di non dover mettere mai.
La mostra è stata realizzata grazie all'Associazione dei Collezionisti italiani, che con questa iniziativa rinnova il suo impegno a sostenere e promuovere la giovane arte italiana.
Il catalogo, edito da Cartiere Vannucci, presenta, oltre alle opere in mostra, una selezione di immagini e di brani tratti da film, da libri, enciclopedie, testi scientifici e pseudoscientifici dedicati al futuro, come una folle antologia - tutt'altro che ragionata - che raccolga in un unico calderone il nostro immaginario collettivo sul mito del futuro.
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La conquista dello spazio
Questa sezione sarà caratterizzata dal mito della ricerca di un contatto, pacifico o bellicoso che sia, tra gli abitanti della terra e quelli di altri mondi.
Al centro della sala ci sarà un astronauta in cartapesta (realizzato dallo scultore romano Simone Racheli) uno in gomma sintetica (realizzato dal fiorentino Luca Matti) e uno in resina (Plumcake), un moderno Icaro volante su Los Angeles (Robert Yarber), un intero universo realizzato con materiali di scarto che pende dal soffitto, creato da Enrico De Paris, una serie di uova in silicone di Vittorio Valente che ricordano quelle del film Alien, e poi mondi alieni (Dany Vescovi, Andrea Zucchi), orgasmi nello spazio (Nicola Verlato), vulve stellari (Antonella Bersani), strani incroci tra Walt Disney e Guerre Stellari (Alex Pinna), oggetti volanti non identificati (Luca Pignatelli, Giuliana Cuneaz, Chiara), oltre a un'invasione di minuscoli mostriciattoli in una tranquilla cucina dipinti da Fulvio Di Piazza.
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Mostri & Alieni
Sarà una delle sezioni più ricche e anche divertenti della mostra. Si va dai mostri e dagli alieni in lattice e in altri materiali usati dal cinema e dalla televisione, che campeggeranno "dal vivo" in mostra, a quelli immaginati dai fumettisti e dagli artisti, come il gigantesco Godzilla in gomma da pnematico di Corrado Bonomi, i piccoli mostri tentacolari di Marco Porta, lo Yoda di Guerre Stellari ricreato dallo scultore romano Adrian Tranquilli, e poi mostri frutti di strani esperimenti genetici di Dario Ghibaudo e Francesco Scialo, gli strani alieni di Francesca Semeria, Karin Andersen e Paolo Leonardo, o i graffiti extraterrestri dipinti da Cristiano Pintaldi. E poi intere famiglie aliene (Alessandro Bazan), scontri tra extraterrestri e pagliacci di McDonlad's (Dario Arcidiacono). E ancora strani mostri di: Paolo Leonardo, Sandra Virlinzi, Giordano Curreri, Simonetta Roncaglia. |
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Cyborg e Robot
L'idea che sta alla base di questa sezione è quella dell'uomo tecnologico, meccanico, o comunque ricostruito artificialmente in laboratorio, sia in maniera biologica che meccanica. In mostra ci sarà un vero robot funzionante, oltre a numerosi progetti per la costruzione di macchinari umanoidi. Tra le opere d'arte, ci saranno gli inquietanti cyborg di Tony Oursler, uno strano angelo del futuro realizzato in terracotta da Paolo Schmidlin, una Supermodella umanoide ricostruita al computer, e in seguito dipinta, da Alberto Castelli, una donna-guerrero di Paolo Cassarà, e poi robot dall'aria umana (Antonio Sorrentino) e umani dall'aria robotica (Professor Bad Trip, Giorgio Frassi), cani robotici di Francesco De Grandi, e ancora strani inquietanti santoni sospesi tra passato e futuro di Ed Pashke, di Micha Klein, di Matteo Basil‚, Andrea Chiesi, di Michele Dieli, di Luisa Rabbia, Emanuele Giannelli, Max Rohr, Michelangelo Galliani e Leonida De Filippi. E infine gli strani esseri, frutto di spaventosi esperimenti genetici, di Martin, autore di Brian the Brian. |
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Oggetti del futuro
Sul ballatoio che corre lungo la galleria, ci sarà una vera e propria "mostra nella mostra", in cui verranno allineati oggetti realizzati e pensati da artisti e designer per abitare il nostro futuro. Una sorta di galleria di "Progetti per la vita futura", ironici ed utopistici, che faranno da contraltare agli oggetti che, nello stesso periodo, Milano ospiterà nell'ambito del Salone del Mobile, e coi quali gli oggetti futuribili della mostra cercheranno di creare un dialogo a distanza. Ci saranno vassoi e tessuti alieni creati da Massimo Giacon, sedie stellari di Florentia Martinez, vestiti e borse del futuro di Silvia Levenson, Giovanna Ricotta ed Elisabetta Di Maggio, tazze argonautiche di Gianluigi Antonelli un alieno da giardino di Guido Venturini, il bracciale satellitare da viaggio e la mutanda bionica degli United Aliens e gli occhiali per vedere nel futuro di Antonio Riello. |
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