


IL PROGETTO
Il titolo numerico è ispirato a Chiara Camoni che è un po' la musa di questo progetto.
Chiara Camoni rielabora un documento secondo cui il 25 febbraio 1582, a conclusione dei lavori di una commissione formata da scuenziati ed ecclesiastici, papa Gregorio XIII emise la bolla Inter Gracissimas che, oltre a stabilire la riforma del calendario, imponeva l’abolizione di dieci giorni, dal 5 al 14 ottobre, per ricondurre l’equinozio primaverile al 21 marzo.
Ne deriva un’installazione con un grande disegno del suo profilo accanto a quello del papa e la possibilità per lo spettatore di ritirare l'atto di appropriazione e quello di restituzione dei 10 giorni da lei trovati, stampati in tiratura limitata, per barattare il tempo durante l'evento.
La sequenza numerica contiene un filo rosso tra le opere di 10 artisti invitati a ragionare sulla percezione del tempo come dono.
E’ un percorso positivo che introduce un viaggio nel tempo di cui non conosciamo le coordinate, ma a cui volentieri ci abbandoniamo senza sapere dove porterà.
A partire dall’opera di Chiara Camoni, in cui avviene letteralmente un baratto di 10 giorni, altri 9 artisti sperimentano il passaggio temporale con un’azione di intrattenimento puramente artistico in un momento storico dedicato al cinema, massima espressione di esercizio diegetico inteso come omaggio allo spettatore.
Il lavoro di Arianna Fumagalli disegna la sequenza arcaica di un ballo immaginario giocando sull’animazione e la cadenza del ritmo musicale. Serginho Cartoon esplora l’ironia di fermare il tempo, Mauro Ceolin presenta l’ultimo timelapse video con la videoinstallazione di un passaggio dal giorno alla notte quasi ipnotico, realizzato in flash per poterlo espandere all’infinito. Alessandra Cassinelli sviluppa una foto di 37 metri per 2 legata alla percezione di un arco di tempo avvolto dall’abbraccio di una folla dedicata a guardare altrove, Andrea Dojmi forma un percorso industriale-naturale-infantile legato al senso di irreparabilità di istanti perduti e indelebili allo stesso tempo. E’ un lavoro sull’infanzia intesa come un fatto spaziale più che temporale, da cui scaturisce un asilo nido di confine ancora intatto. Alberto Biagetti esprime l’inesorabile attraverso l’estatica bellezza di uno scheletro, Fausto Gilberti per la prima volta sperimenta la stampa in grande formato e attraverso un salto spazio-temporale colloca gli stessi personaggi in due contesti differenti, dalla complessità urbana alla psichedelia optical. Luigi Rizzo scandisce il tempo attraverso un video narrativo legato al quotidiano domestico proiettato in alta definizione laddove l’audio crea nello spettatore una sorta di straniamento e/o una intensa condivisione del momento. Gli Ultrapop ragionano sui luoghi comuni del tempo, da una parte Sandra Virlinzi riaccende il simbolo ultrapopolare siciliano della Luminaria con un gigantesco Jolly Joker, dall’altra Giordano Curreri e Antonio Sorrentino scardinano le aspettative e reinventano manifesti di pellicole mai esistite con una sorta di assalto alla location.
La mostra propone uno sguardo senza competizione sull’Italia fuori dalle istituzioni, per invitare chiunque a scegliersi un percorso privato e insondabile barattando se stessi con dieci minuti d’arte pura e senza schemi.
In mostra opere di:
Chiara Camoni, Serginho Cartoons, Alessandra Cassinelli, Mauro Ceolin, Alberto Biagetti, Andrea Dojmi, Arianna Fumagalli, Fausto Gilberti, Luigi Rizzo, Ultrapop.
KROITNIJZ si occupa di programmazione artistica in spazi non istituzionali e promuove un consumo culturale trasversale nella convinzione che l’entertainment sia strettamente connesso alla ricchezza dei suoi contenuti.
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