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IL PROGETTO
L'interazione tra arte e tecnologia ha dato vita alla mostra "Technogallery - l'arte nell'era digitale è a cura di Cartiere Vannucci che ha scelto per Smau 2002 otto artisti dalla propria collezione di arte contemporanea: Matteo Basilè, Paolo Consorti, Alessandro Gianvenuti, Debora Hirsch, Rafael Pareja, Max Rohr, Silvano Tessarollo e Giuseppe Tubi, tutti artisti che nella straordinaria offerta di immagini e tecniche hanno elaborato un percorso del tutto riconoscibile utilizzando anche l'elaborazione digitale per raggiungere l'eccellenza qualitativa nelle loro opere. Questa mostra segue l'importante collettiva "Quadro Digitale Contemporaneo" curata da Gianluca Marziani, tenuta a Milano presso Cartiere Vannucci lo scorso aprile.
La rivoluzione digitale è oggi accessibile a tutti e questo cambia sempre più la nostra percezione dello spazio, proprio come accadde nel Rinascimento con la Prospettiva - prima realtà virtuale. La rivoluzione digitale nel mondo dell'arte rappresenta una nuova sfida che, anche recuperando la dimensione classica del quadro, elabora nuovi linguaggi e nuove forme di seduzione visiva in una continua interazione tra tecniche e manualità.

Gli artisti della mostra Technogallery - afferma Francesco Stasi, Cartiere Vannucci - fondono tradizione pittorica ed elaborazione elettronica, utilizzano con grande originalità e raffinatezza formale le tecniche digitali, ne sfruttano la capacità manipolatoria, recuperando una dimensione estetica del contemporaneo alla ricerca di un'opera unica, forte e riconoscibile.

L'esplorazione dei mezzi elettronici si configura come una ricerca continua, versatile e polivalente: importantissima è la sperimentazione in diverse direzioni e l'interazione dei linguaggi. Che siano scaricate da Internet, selezionate da video o da fotografie, passate allo scanner, manipolate e poi stampate con plotter, o semplicemente proiettate sulla tela e poi dipinte a mano, le immagini di questi artisti assumono una propria e forte identità e si trasformano in icone universali.
Se la tecnologia consente di accedere a una dimensione esistenziale più libera e creativa, l'arte ne può rappresentare una straordinaria vetrina, rivelandone la dimensione liberatoria e rappresentandone l'eccellenza qualitativa.
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